Smartphone e tablet: Assistenti personali oppure ne siamo schiavi?

Smartphone e tablet: Assistenti personali oppure ne siamo schiavi?
Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento di rotta nelle nostre abitudini rispetto alla fruizione di internet, dei contenuti multimediali e dell’informatica tutta. Se negli anni scorsi la creazione di documenti di testo, la visione di un filmato, o una semplice ricerca in internet era affidata al pc, oggi le cose sono cambiate. Tutte queste operazioni oggi si possono compiere anche attraverso un comune smartphone o tablet. Questo è possibile poiché c’è stato un incremento delle prestazioni sui dispositivi mobili e un rimpicciolimento via via maggiore delle componenti interne. In poche parole c’è stato Progresso. La possibilità di avere macchine potenti ed estremamente portatili ha spinto gli utenti ad abbandonare i ‘’vecchi’’ pc e preferire a questi i tablet (in maggior numero) e gli smartphone. Quindi il mercato si è spostato su queste due categorie lasciando ai pc fette di mercato nettamente inferiori. L’utilizzo medio è così cambiato, lo smartphone e il tablet sono diventati assistenti tuttofare in grado di collegarci alla rete, farci catturare foto e registrare video, ascoltare la nostra musica, giocare e addirittura, potremmo dire, possono effettuare le nostre care e vecchie chiamate. Non stiamo a guardare i meriti di un’azienda o l’altra, come dicevamo prima il mercato chiedeva progresso e c’è stato. Tutte queste funzioni racchiuse in pochi centimetri di silicio, plastiche e metalli hanno creato questi apparecchi a cui poche persone potrebbero rinunciare. C’è una vastità di applicativi Installabili siano essi app o giochi. In ogni istante della giornata ne siamo a contatto, che sia per inviare una mail, scattare una foto o redigere un documento. E questo ha portato a pormi una domanda: ma tra noi e questi oggetti, chi è che utilizza l’altro? E la risposta a questa domanda non è affatto scontata. Quello che noto è che in certi individui questi oggetti creano vera e propria dipendenza. E’ un continuo riattivare il display per controllare l’arrivo di qualche notizia (notifica ndr) straordinaria e inaspettata. La verità è che su 10 volte la notifica è presente forse 2 volte rendendo tutti gli altri tentativi inutili. Basta fare un giro per strada e vedere quante persone utilizzano uno smartphone camminando, e purtroppo anche alla guida. L’altra faccia della medaglia vede persone che non utilizzano affatto maniacalmente questi oggetti e sono quasi sempre irreperibili (chi ha detto: una sola spunta su whatsapp?!). Come in tutte le cose la verità sta nel mezzo, ci vuole sempre moderazione. Controllare meno il vostro dispositivo farà bene al vostro cervello, quello che bisogna capire è che non cade il mondo se una notifica viene persa. Io ci credo, credo in un mondo migliore con display spenti per ore ed ore e con batterie che durano per settimane. La mia risposta personale è che siamo noi ad utilizzare loro, ora però devo proprio terminare l’articolo, mi arrivano delle notifiche!!

E voi che ne pensate, Siamo noi ad utilizzare loro oppure no?

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